Economia sociale : da economia periferica a economia del futuro

Economia sociale

La definizione di economia sociale è in realtà molto articolata, in quanto è possibile declinare il termine sociale in differenti modi.

Il suo primo significato si riferisce al coinvolgimento democratico dei lavoratori sulle questioni economiche e alla ridistribuzione degli utili (come avviene, ad esempio, nell’impresa cooperativa).

La seconda accezione si riferisce invece alla possibilità della società civile di organizzarsi e di confrontarsi con il proprio statuto in modo coerente; in questo caso l’Economia Sociale è sinonimo di Terzo settore, ossia quell’insieme che raggruppa  tutte le organizzazioni no profit il cui principio basilare e fondativo è la reciprocità.

Data la vastità di significati, l’economia sociale racchiude in sé una serie di realtà con diversi modelli aziendali e organizzativi i settori economici a cui si fa riferimento sono tra i più vari: agricoltura, pesca, edilizia, riuso e riparazione, gestione dei rifiuti, commercio all’ingrosso e al dettaglio, energia e clima, informazione e comunicazione, professionale, scientifica e tecniche, istruzione, salute umana e attività di assistenza sociale, arti, cultura e media.

Secondo la Commissione Europea, l’economia sociale rappresenta il 10% di tutte le imprese nell’UE e dà lavoro a circa 13,6 milioni di persone. Inoltre, l’economia sociale mobilita, attraverso il volontariato, l’equivalente di 5,5 milioni di lavoratori a tempo pieno. Un sistema di fondamentale importanza tanto che la Commissione europea ha stabilito come obiettivo pregnante il rafforzamento dell’economia sociale a livello regionale e locale. Lo scopo è qui di quello di creare cooperazione tra le autorità regionali e locali dato che  i modelli di business dell’economia sociale sono molto stabili a livello “local” e producono di conseguenza crescita e occupazione.

in Italia l’economia sociale si rivela una grande risorsa

Anche in Italia l’economia  sociale  si rivela una grande risorsa per il nostro paese, un impatto importante dimostrato dai  dati dell’ Euricse (European Research Institute on Cooperatives and Social Enterpreises).Sul nostro territorio nazionale  l’economia sociale  ha un giro d’affari di circa 71 miliardi di euro, poco meno del 5% del Pil, ha un’occupazione pari circa all’8% degli occupati complessivi e al 17% di quelli del settore privato.

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Continuando ad analizzare  i dati del report Euricse, possiamo notare ,come le percentuali sono in contro tendenza con quelli che solitamente siamo soliti ascoltare su occupazione e sud. Ad esempio, i dipendenti di  istituzioni no profit sono in maggioranza donne (57,2%) e in media con un livello di istruzione superiore dei colleghi che lavorano nelle altre imprese: la percentuale di laureati è infatti del 21,4% contro il 14,6% di chi lavora nelle imprese tradizionali. E’ evidente come l’economia sociale registra una  sana crescita , riuscendo a produrre  dati importanti per il nostro paese ,   costituisce inoltre un   riferimento importante per le politiche attive creando innovazione , occupazione e capitale sociale.

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